Scrivere per un blog aziendale

Perché un blog aziendale riscuota credibilità e  venga visitato e linkato frequentemente, deve essere realizzato secondo certe regole che non sono obbligatorie ma consigliate. Insomma, ci sono cose da fare e altre da evitare perché la nostra pagina finisca tra i preferiti dei lettori.

Cose da fare

1)    Architettura della pagina. Le pagine web si leggono per segnali, non in ordine da sinistra a destra, gli occhi si muovono innanzitutto nell’angolo in alto a sinistra, poi scendono verso il basso e in un secondo momento si spostano a destra. In base a questo costruire l’architettura della pagina, dei testi e dei titoli/segnali.

2)    Conversare, narrare e emozionare. Le nostre parole devono emozionare, raccontare e accompagnare il piacere della lettura. Non bisogna dunque scrivere tanto perché è una moda ma per il gusto di farlo. Quindi meno frasi schematiche e più emozioni. È molto frequente l’uso della prima persona con la firma alla fine del post.

3)    Far respirare le righe. Ricordate sempre di lasciare molto spazio tra le frasi. Impostare possibilmente un’interlinea di 1,5 righe che dà spazio e aria al testo, lasciando riposare gli occhi del lettore. E magari, quando si va a capo, è bene lasciare una linea vuota che spezzi il testo. Anche a costo di allungare in altezza il post, è consigliabile non far stancare gli occhi del lettore.

4)    Linkare linkare e linkare! Senza link non c’è ipertesto, non c’è azione, non c’è aspettativa, ne sorpresa. [...] Tutto quello che succede è affidato alle pochissime parole dei testi dei link, che tra i micro contenuti sono le perle di chiarezza forse più preziose. Un link è un servizio o un dono, da scegliere con cura, collocare nel punto giusto, accertarsi che continui a funzionare nel tempo.

5)    Linkare per alleggerire il testo! Un link che porta ad un’altra pagina può alleggerire il testo, portando gli approfondimenti non più tra le frasi ma in un’altra pagina. Utile per le biografie, i case studies ecc.

6)    Evitare il “clicca qui”. Questa parola chiave è invisibile ai motori di ricerca. Esprimere piuttosto un contenuto.

7)    Non la home page. Se è possibile è consigliare non linkare la home page, ma pagine specifiche all’interno di un sito o di un portale, perché al loro interno hanno contenuti precisi e parole chiave che sono più gradite dai motori di ricerca.

8)    Dire una sola cosa, ma dirla bene. In ogni post, come in pubblicità, cerchiamo di dire una cosa sola. Non perdiamoci in giri di parole o in pensieri vaghi, ma diciamo bene una cosa sola! Una sola perché due possono esprimere incertezze, tre sono troppe e spesso nascondono una debolezza di fondo. Una volta individuato l’argomento, non allargatevi troppo rischiando di andare fuori tema e creare confusione nella mente dei lettori.

9)    Anche i titoli devono essere precisi. Evitare titoli come “di tutto un po…”, “grande occasione”, “varie…” ecc. Se un titolo non esprime chiaramente il contenuto di un testo, è difficile che il lettore lo andrà a ricercare.

10) Dosare attentamente le parole in grassetto. Ad una prima lettura della pagina web, si leggono prima le parole in grassetto poi le frasi intere. I grassetti non devono però essere troppi, perché danno l’idea che la pagina non ci stia parlando ma urlando, e renderebbero la comunicazione più ingombrante e ansiosa. Quando possibile, è sempre meglio se i grassetti siano omogenei: o tutti sostantivi, tutti verbi o tutti aggettivi, a seconda delle esigenze e tipologie di testo.

11) Rileggere ad alta voce. Molti si vergognano a farlo, ma solo leggendo ad alta voce si capisce se il ritmo di lettura è fluido e scorrevole, se la punteggiature è giusta e se non ci sono ripetizioni. Leggendo ad alta voce si scopre che le consonanti “P”, “T” e “Z” stoppano il discorso e danno fastidio alla lettura, impedendone la scorrevolezza.

Cose da non fare

1)    Non parlare esclusivamente di sé. Bisogna omaggiare la lettura e la narrazione, non la propria azienda. È orribile leggere lunghi articoli in cui ogni frase inizia con “Abbiamo fatto…”, “La nostra attività…” e simili. Pensiamo invece a chi ci leggerà e ad accompagnare il processo di lettura evitando le autocelebrazioni.

2)    Non scrivere quando si ha fretta. Scrivere di getto senza rileggersi è una delle cose più sbagliate che si possa fare quando si scrive. Tanto sbagliato quanto frequente. La fretta, la frenesia e l’ingenuità spesso ci portano ad uscire dal focus del discorso e allungano inutilmente il testo con contenuti eccessivi.

3)    Non copiate!!! Sembra ovvio, ma se cercate nei vari blog riferiti ad uno stesso argomento, si trovano post quasi identici, spesso con frasi che si ripetono tramite un multiplo copia-incolla. Oltre ai problemi legati alle leggi sul copyright si rischia anche di annoiare i lettori che non trovano così originalità nelle nostre parole.

4)    Non scrivere in stampatello, o lunghi periodi in grassetto, perché queste due formule aggrediscono il lettore e stoppano la fluidità del testo.

5)    Attenzione al linguaggio. Non usare mai un linguaggio troppo serio e professionale, ma nemmeno eccessivamente burlone. Pensate di parlare faccia a faccia con i lettori, dategli pure del tu ma senza esagerare con la confidenza. Mantenere dunque un tono equilibrato che non pende mai verso gli estremi serio – burlone.

Revisionare il blog di qualcun altro

Più complicato è invece il compito di chi si trova a dover revisionare, correggere o editare il blog aziendale di qualcun altro. Questo perché molti clienti che richiedono di “aggiustare” i propri articoli prima di pubblicarli, non gradiscono l’idea del blog-racconto, e nella maggior parte dei casi non solo preferiscono l’uso di un vocabolario inferiore alle 700 parole, ma spesso e volentieri non credono nella potenza della comunicazione e scrivono un blog solo perché credono sia di moda, ovviando il fatto che il termine moda in realtà determina la mancanza di voglia di ricercare i significati dei cambiamenti sociali.

Ma comunque, ecco cosa dovrebbe fare un bravo copywriter una volta che si trova a dover correggere il testo di un blog aziendale.

1) Controllare la grammatica. Gli errori ortografici o grammaticali fanno sempre una brutta impressione.

2) Semplificare il linguaggio aziendale. Molto spesso il linguaggio aziendale complica le cose, usa cioè un linguaggio complicato anche quando può esprimersi con concetti semplici. Quindi è importante studiare la terminologia e cercare di semplificarla dove possibile. Anche il trasformare le frasi negative in affermative facilita notevolmente la comprensione del testo.

3) Usare preposizioni semplici e corte. Al posto di “attraverso” usare “con”, al posto di “finalizzato a” usare “per” ecc. Vi renderete conto che le preposizioni migliori sono le classiche “con”, “per”, “da” e “tra”. È importante mantenere la rotta della semplicità.

4) Attenzione ai sinonimi. Perché in realtà il loro significato non è mai identico a quello del termine di cui vogliamo trovare un gemello.

5) Tenere a bada l’ego! Bisogna narrare ma senza eccedere in virtuosismi inutili. L’ego si sfoga nell’arte e nello sport, non sul lavoro e non con i soldi e il tempo degli altri.

6) Trasformare i messaggi bomba in messaggi piuma. Spesso, le comunicazioni delle aziende sono mirate unicamente a persuadere, cosa che da un punto di vista commerciale può andare anche bene (forse…), ma la parola persuadere non è molto gradita nella blogosfera. Il compito di un blog è piuttosto quello di stimolare la conversazione e di intrattenere.